• 3 August 2021

Il Dottor Claudio Cricelli, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) propone per il prossimo autunno una vaccinazione anti-influenzale di massa per evitare la sovrapposizione con i nuovi casi Covid-19 (i cui sintomi iniziali sono molto simili) per non mandare in tilt le strutture sanitarie nazionali.

Questa proposta deve essere esaminata il prima possibile per la programmazione dei vaccini 2020-21, poiché un aumento delle vaccinazioni potrebbe ridurre di oltre il 40% le ospedalizzazioni per influenza stagionale e del 45% le assenze stagionali per malattia nei luoghi di lavoro, permettendo, così, un risparmio di diversi miliardi di Euro al SSN.

Un altro rischio da non sottovalutare è che i sintomi iniziali delle due patologie (influenza stagionale e COVID 19) possano provocare un ulteriore aggravio del carico di malattia, portando a difficoltà crescenti per medici e pazienti, a indirizzarsi correttamente verso la corretta diagnosi.

Sicuramente “Prevenire è meglio di curare“ quindi, nell’attesa di un vaccino contro il Covid-19, vaccinare il maggior numero di Soggetti contro l’influenza e la polmonite da pneumococco è sicuramente un buon deterrente, per far sì che il nostro organismo possa reagire meglio alla circolazione del SARS-CoV -2.

Sempre secondo il Presidente SIMG in Italia, ad oggi, la popolazione over 65 anni, generalmente con  malattie croniche e altri soggetti a rischio, si vaccinano gratuitamente; secondo i numeri dati dall’Istituto Superiore di Sanità più di sette milioni di italiani hanno preso l’influenza e, probabilmente, il conteggio finale arriverà a otto milioni, quindi le attuali molte migliaia di contagi  da Covid19, stimati ora in Italia, si sono sovrapposti ai circa due milioni di casi di influenza stagionale generando, in un primo momento, una sottovalutazione dei casi di Coronavirus.

Ipotizzando un andamento influenzale simile a quello di questa stagione, i casi influenzali della popolazione over 65 si aggirano intorno al 3,2%, (circa 1,2-1,5 milioni di persone) ed un’incidenza del 9% nella fascia d’età “50-64” con 3,5 milioni di individui colpiti, soprattutto nella popolazione non vaccinata: il prossimo anno potremmo avere milioni di persone contemporaneamente con sintomi influenzali e Covid19 ma, all’inizio, sarebbe molto difficile stabilire chi soffre per cosa.

Con una vaccinazione anti-influenzale di massa si potrebbe far fronte ai rischi di sovrapposizione che si potrebbero verificare nella prossima epidemia influenzale stagionale.

Si hanno diversi dubbi sulla durata del Covid19 e alcune previsioni parlano di una durata complessiva non inferiore a sette mesi con una coda epidemica fino a 180-270 giorni dall’esordio del Caso 1, quindi una vaccinazione massiva è meglio per evitare che lo sviluppo dell’epidemia di influenza stagionale si sovrapponga alla coda epidemica di Covid-19

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