• 16 October 2021

Essere pionieri, come Thomas Earl Starzl, premia certamente chi ha poi ottenuto i risultati sperati, ma quanti di questi pionieri sono rimasti nell’oblio?

Non è accaduto a Thomas Earl Starzl (Le Mars, 11 marzo 1926 – Pittsburgh, 4 marzo 2017) che è stato un medico statunitense, ricercatore ed esperto di trapianti d’organo. A soli 37 anni, nel 1963, ha effettuato il primo trapianto di fegato umano guadagnandosi il titolo di “padre della trapiantologia moderna”.

Prima di provare con il trapianto di fegato Thomas Earl Starzl aveva eseguito con successo la sua prima operazione di trapianto di rene a Denver fra gemelli monovulari.
La sua sfida era però riuscire a trapiantare il fegato, perché anche esportarne una parte esponeva i pazienti a gravi rischi di emorragia.

Thomas Earl Starzl sviluppò una nuova tecnica per rimuovere il fegato, primo passo nel trapianto di questo organo, un metodo che è diventato standard mondiale.
Il Dottor Starzt fece un primo tentativo di trapianto di fegato a marzo del ’63 su un piccolo paziente di tre anni; il piccolo paziente era condannato perché affetto da atresia delle vie biliari, malattia che non gli dava speranze di vita, ma l’operazione non riuscì e il bambino morì dissanguato. Due mesi dopo, dopo anche essere stato bersaglio di pesanti critiche, il Dottor Thomas Earl Starzl ci riprovò su un paziente con un cancro al fegato che sopravvisse all’operazione, ma morì tre settimane dopo.

L’ascesa era iniziata e Thomas Earl Starzl diventò un chirurgo di fama internazionale. Negli anni a seguire Starzl cercava soluzioni per:

  • contrastare la mancata coagulazione del sangue, causa della morte per i suoi primi trapiantati di fegato;
  • il rigetto dei tessuti dando il via alla ricerca dell’istocompatibilità umana, finalizzata ad abbinare donatori e riceventi, e ricercando farmaci capaci di bloccare il rigetto.

Nel 1967 una nuova serie di trapianti, su neonati e bambini affetti da diverse malattie epatiche; trapianti con esiti positivi ed entro il 1970 la sopravvivenza ai trapianti di fegato era salita al 40%.
Starzl non si limitò a dare lo start alla corsa ai trapianti di fegato, ma si adoperò in prima persona per l’attivazione di un sistema nazionale di reperimento e distribuzioni di organi.

Poi fu la volta dei trapianti multi-organo e nel 1980 un bambino fu trapiantato di fegato e di cuore in una sola operazione. Oggi il trapianto di fegato, considerato l’ultima spiaggia per coloro che hanno malattie degenerative irreversibili come appunto la cirrosi epatica, è praticato con successo anche in Italia in centri di eccellenza come al Centro trapianti di Pisa.

Insieme ai farmaci il trapianto è una speranza di vita, e di grande qualità di vita.
Grazie Dottor Thomas Earl Starzl per averci creduto, per aver avuto tenacia, investito tante energie e, soprattutto, per aver avuto il fegato di provarci più e più volte.

Le volete sfogliare il numero dedicato alla cirrosi epatica, seguite questo link.

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