• 21 May 2022

Ci si affeziona ad una materia se il Maestro la insegna con passione e io mi sono affezionato moltissimo alla Reumatologia perché la passione di mio padre, Silvano Adami, era fortissima. L’ha trasmessa a me e ai suoi collaboratori. La mia ambizione è fare il ricercatore come lui.

Ho un ricordo molto particolare di Silvano Adami perché era mio padre, perché è stato il mio mentore e fonte di ispirazione. Avevo 26 anni quando ci ha lasciato. Aveva fatto in tempo a partecipare alla mia tesi di laurea. 

Ho scelto di seguire le sue orme perché vedevo la sua grande, grande passione per la ricerca, per il bene dei pazienti e la sua passione per comunicare sia ai medici colleghi sia alle persone il mondo straordinario che è la scienza. 

Mio padre, Silvano Adami, aveva iniziato gli studi di Medicina all’inizio degli anni Settanta, si è laureato all’Università di Padova e subito dopo la laurea, insieme a mia madre e ai miei tre fratelli, è volato a Londra per andare a lavorare al Middlesex Hospital in London.

C’è stato tre anni. Mi ha sempre raccontato che il periodo londinese è stato un grande momento perché ha imparato a conoscere come funziona il mondo della ricerca all’estero.  Mi ripeteva spesso «Giovanni, per imparare il metodo, per imparare come si conduce la ricerca, questo periodo è stato fondamentale per la mia esperienza di medico».
È stato un messaggio importante, tanto che anch’io ho deciso di andare all’estero per mettermi a confronto con altre persone e con altri ambienti di lavoro.
 
Laggiù mio padre aveva condotto studi sul metabolismo dell’osso, sull’osteoporosi e sui farmaci che al tempo erano innovativi, i bifosfonati, i primi in assoluto utilizzati per la terapia dell’osteoporosi e delle malattie dello scheletro. Tornato in Italia, ha continuato questa attività di ricerca, in particolare sulle malattie rare come l’osteogenesi imperfetta, il morbo di Paget e i tumori metastatici alle ossa.

Con il tempo ha creato un gruppo di ricerca, che attualmente è diretto dal Professor Maurizio Rossini, suo assistente e stretto collaboratore, e questo gruppo oggi è tra i leader in Italia e in Europa nella ricerca del metabolismo minerale osseo e dell’osteoporosi. Riconosco con grande orgoglio che mio padre era un esperto a livello mondiale delle malattie scheletriche e dell’osteoporosi, leader, creatore e fondatore della SIOMMMS, ispiratore scientifico e presidente per numerosi anni del GIBIS e fra i leader delle Società europee per la reumatologia, per l’osteoporosi e del metabolismo dello scheletro.
 
Ho un ricordo incredibile di mio padre. Era umile, non era severo ma era autorevole, era super generoso, sempre disponibile verso di me ed i miei fratelli e gli altri. Era semplice nel modo in cui spiegava le cose, con poche parole riusciva a delineare un concetto, e questa è una dote che ho apprezzato tantissimo e che spero di riuscire a replicare. E poi ascoltava tantissimo chi aveva davanti e risolveva puntualmente i problemi e in poco tempo.

Mi diceva sempre che l’uomo da cui aveva preso ispirazione per vivere era suo nonno Giovanni, un uomo contadino della provincia di Verona che era rimasto vedovo e con sei figli da mantenere.
Lo ammirava per la profonda generosità e per lo spirito di sacrificio oltre all’umiltà; caratteri che mio padre è riuscito a fare suoi sia negli aspetti del vivere domestico sia in ambito lavorativo.

Aspiro ad essere come mio padre, di essere un bravo ricercatore e un bravo medico. Mio padre, Silvano Adami, è ancora amato dai suoi pazienti, dalle persone che hanno lavorato insieme a lui, che hanno sempre bellissime parole quando lo ricordano. Questo mi emoziona. Parlo ai miei figli di mio papà e noto la loro emozione quando racconto cosa ha fatto e chi era.  

Ricordo ancora quando gli ho detto che avrei fatto anch’io il reumatologo: era entusiasta ma tuttavia non mi ha mai obbligato o costretto a seguire le sue orme. Quando tornavo a casa gli raccontavo cosa avevo imparato e lui era contentissimo di ascoltarmi, di darmi consigli e suggerimenti, mi ha insegnato i primi rudimenti di statistica, ad utilizzare dei programmi al computer e a fare l’analisi dei data-base.

Una volta, grazie ai suoi preziosi consigli, ho fatto anche una bellissima figura durante un consulto tra colleghi. È chiaro che ci si affeziona ad una materia se il Maestro la insegna con passione e io mi ci sono affezionato tantissimo alla Reumatologia perché la passione di mio padre, Silvano Adami, per questa materia era fortissima. L’ha trasmessa a me e ai suoi stretti collaboratori.

La mia ambizione è fare il ricercatore come lui.
 
Spesso, non lo nego, rivedo i video delle comunicazioni scientifiche o divulgative di mio padre, perché è sempre una fonte di ispirazione per il mio lavoro. È un modo, soprattutto, per sentirlo più vicino, lui che è stato ricercatore, accademico, medico e un padre straordinario.

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