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Procreazione assistita: boom ad agosto

Rispetto al 2019 un aumento dell’800%

Image by Anna Derzhina

Avere un figlio è stato il desiderio di molte coppie nel post lockdown, che hanno rinunciato alle ferie per sottoporsi ad un trattamento di PMA (procreazione medicalmente assistita). A conferma di questo sono i dati registrati ad agosto nell’ambito della fecondazione assistita.

Rispetto all’agosto del 2019, le procedure di prelievo ovocitario (pick up) per sottoporsi al trattamento, sono incrementate di oltre otto volte. I dati sono stati raccolti in 5 centri del gruppo Genera: Marostica, Napoli, Roma, Torino, e Umbertide.

L’attività già a partire da gennaio e febbraio iniziava ad assistere ad una crescita, di circa il 10%, rispetto agli stessi mesi 2019, ma la pandemia ha portato inevitabilmente ad un calo nel mese di marzo ed aprile, più o meno del 37%.

Con il mese di maggio i trattamenti di fecondazione assistita sono aumentati arrivando ad un vero e proprio boom nel mese di agosto registrando un aumento dell’800%. I cicli effettuati ad agosto 2019 infatti erano solamente 13, quest’anno ne sono stati fatti 117.

Il boom della procreazione assistita potrebbe essere dovuto al fatto che molte coppie hanno posticipato eventuali appuntamenti, previsti durante i mesi di pieno virus, ad un momento più “sicuro”.

Da maggio, secondo quanto ci dicono i dati i cicli di PMA sono aumentati moltissimo, probabilmente i futuri genitori si sono sentiti più tutelati e sereni nell’intraprendere il percorso, viste le misure di sicurezza e prevenzione adottate dai diversi centri ed il numero di casi Covid-19 in calo.

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