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ONCOLOGIA e ONCOEMATOLOGIA

“Collaborazione e comunicazione per garantire innovazione e sostenibilità al servizio del paziente”

Image by peterschreiber.media

17 novembre 2020 – L’attuale pandemia Covid-19 ha fatto comprendere come il sistema salute negli ultimi anni sia stato continuamente depauperato di mezzi e risorse, volendo mantenere il paziente al centro del sistema, tutto deve essere  volto per garantirgli un beneficio in termini di salute e di vita. Tra le innumerevoli innovazioni terapeutiche in oncologia e oncoematologia si è arrivati alla scoperta del BCMA e della sua azione nello sviluppo del mieloma multiplo, svolta decisiva nel trattamento dei pazienti refrattari: l’antigene di maturazione delle cellule B, infatti, si è rivelato bersaglio ideale per l’immunoterapia target del mieloma multiplo. Ma le speranze nell’innovazione devono conciliarsi con la sostenibilità dei sistemi sanitari che in tutto il mondo vedono diminuire gli investimenti nella salute. Per fare il punto sullo stato dell’arte in Regione Puglia, Motore Sanità ha organizzato il primo di tre webinar dal titolo “GOVERNANCE DELL’INNOVAZIONE IN ONCOLOGIA E ONCOEMATOLOGIA”, che ha visto confrontarsi pazienti, clinici, industria e istituzioni, realizzato grazie al contributo incondizionato di GLAXOSMITHKLINE e DAIICHI SANKYO.

“Questi ultimi anni sono stati caratterizzati in campo ematologico dalla disponibilità di nuovi farmaci che ci hanno fatto cambiare paradigmi terapeutici consentendoci di prolungare in maniera significativa la sopravvivenza dei pazienti attraverso la cronicizzazione di alcune malattie o l’utilizzo di terapie cellulari sempre più sofisticate. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’acquisizione di conoscenze biologiche che ci hanno permesso una migliore definizione prognostica e la possibilità di differenziare le terapie in funzione delle caratteristiche biologiche del singolo paziente realizzando quella che viene definita la ‘medicina di precisione’. L’ematologia pugliese è attrezzata per far fronte alle sfide che l’innovazione comporta sia sotto il profilo diagnostico-molecolare che terapeutico. La Rete Ematologica Pugliese da anni impegnata nel consentire uniformità diagnostica-terapeutica su tutto il territorio regionale rappresenta lo strumento ideale per affrontare con successo l’innovazione e trasferirne i vantaggi a tutti i pazienti rendendo di fatto inutili i cosiddetti ‘viaggi della speranza’”, ha spiegato Nicola Di Renzo, Direttore REP Rete Ematologica Regione Puglia

“Il mieloma multiplo, uno dei più frequenti tumori del sangue, è una patologia particolarmente complessa ed eterogenea, nella cui gestione negli ultimi anni sono però stati fatti importanti passi in avanti. In Puglia ogni anno sono circa 200 i nuovi casi di mieloma,  ma sono molti di più i pazienti che, diagnosticati negli anni precedenti, hanno visto la recidiva della malattia e sono sottoposti a più linee di terapie cosiddette “di salvataggio”. Nel nostro Centro seguiamo attualmente circa 150 pazienti affetti da mieloma in varie fasi di malattia, in prevalenza trattati con terapie convenzionali e trapiantologiche, ma anche in programmi ‘di uso compassionevole’ e,  soprattutto, nell’ambito di studi clinici nazionali e internazionali, procedure, queste, che consentono l’utilizzo di farmaci innovativi prima della loro commercializzazione. La novità terapeutica più consistente per il mieloma è stata la recente introduzione della immunoterapia, in primo luogo gli anticorpi monoclonali, che colpiscono specificatamente molecole espresse sulla superficie delle cellule tumorali, che possono veicolare al loro interno altri farmaci tossici per il tumore e che potenziano l’attività anti-neoplastica del nostro sistema immunitario L’altra grande innovazione nel campo della immunoterapia è rappresentata dall’utilizzo delle cosiddette CAR-T. Si tratta di una particolare popolazione di linfociti già presenti nel sangue periferico del paziente, che vengono “estratti”, espansi e “indirizzati” specificamente verso il mieloma attraverso tecniche di bioingegneria genetica che le rendono particolarmente efficaci nei confronti della malattia dopo la loro rinfusione nel paziente. I risultati preliminari di questo approccio, ancora da considerare sperimentale, ma che contiamo di implementare presto all’Ematologia del Policlinico, sono molto lusinghieri, anche in pazienti che hanno ricevuto numerosi precedenti trattamenti.”, ha detto Pellegrino Musto, Professore Ordinario di Ematologia Università degli Studi di Bari, Direttore SC di Ematologia con Trapianto, AOU Consorziale Policlinico, Bari

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