• 11 August 2022

L’attenzione alla qualità della vita del malato ha indirizzato l’interesse del mondo scientifico verso l’utilizzo di un approccio multidisciplinare finalizzato alla ricerca di strumenti diagnostici efficaci e non invasivi. In questo contesto si inserisce anche la Medicina di Laboratorio.

Lo studio dell’insieme dei composti organici volatili (Voc) emessi dal corpo umano, attraverso i fluidi biologici (respiro, urina, sudore, ecc.), conosciuto come volatoloma, ma anche l’uso di tecnologie innovative PoCT (Point-of-Care-Testing), dei computed assisted diagnosis (Cpd), fino all’impiego di droni e la Next Generation Sequencing in Virologia. Anche questo è Medicina di Laboratorio e non è fantascienza.

Nella Medicina di Laboratorio, i metodi analitici, quali la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa, hanno consentito di individuare oltre 2.500 composti volatili che si trovano nell’atmosfera che circonda i tessuti e i fluidi corporei – ha spiegato Rosamaria Capuano, Ricercatrice Scientifica, Università Tor Vergata.

Il volatoloma risulta alterato in presenza di malattie. Si sta studiando la possibilità applicare strumenti chiamati comunemente “nasi elettronici” alla volatolomica in ambito clinico. Questi strumenti della Medicina di Laboratorio stanno ormai affiancando con grande successo quelli normalmente utilizzati in chimica analitica, poiché consentono di effettuare analisi rapide non invasive e a costi contenuti.

Un altro tema di grande attualità riguarda l’uso di tecnologie innovative PoCT (Point-of-Care-Testing). Il 25% della popolazione ha un’età superiore ai 65 anni e convive con almeno due patologie croniche. La non aderenza alle terapie riduce drammaticamente nel tempo i vantaggi nei pazienti affetti da patologie croniche, con enorme dispersione di risorse che non aggiungono i benefici previsti. La Medicina di Laboratorio può aiutare anche in questo.

Il paziente cronico è una persona, un cittadino che ha bisogno di essere seguito in maniera proattiva da differenti attori del servizio sanitario nazionale. Solo una gestione globale del paziente porterà ad un miglioramento della cura e della qualità di vita. In questa ottica le cure primarie e la medicina del territorio vedono nell’utilizzo di tecnologie innovative PoCT (Point-of-Care-Testing). La Medicina di Laboratorio come punto di incontro tra domanda di salute dei cittadini e offerta di cure, benessere e nuova socialità.

Gli obiettivi nell’utilizzo di tecnologie innovative PoCT – ha spiegato Agostino Ognibene, Responsabile del Dipartimento di Medicina di Laboratorio e trasfusionale dell’Azienda Usl Toscana Sud Est, sono:  la gestione globale dell’assistito poiché questo ci permettere di ridurre i costi legati alla gestione delle complicanze e migliorano lo stile di vita dei pazienti; il monitoraggio da remoto di pazienti/assistiti con patologie croniche ci permette di diminuire il numero di ricoveri e la durata della degenza, il costo della spesa sanitario con un miglioramento della vita del paziente/assistiti; l’educazione, l’empowerment e la qualità della vita dei pazienti assicurando loro maggiore sicurezza ed autonomia nella cura delle cronicità, automedicazione e automonitoraggio.

In questo contesto è necessario che la Medicina di Laboratorio faccia da tramite, con il proprio servizio, tra ospedale e territorio integrandosi nel team di professionisti coordinato dal medico di medicina generale (medico di medicina generale e medici specialisti) per l’assistenza al paziente cronico utilizzando la tele-cooperazione, la telemedicina e la teleconsulenza; sorvegliando con adeguati indicatori (individuali e collettivi) la compliance del paziente alle tecnologie e alla innovazione.

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