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Le buone pratiche della Regione Toscana

Intervista a Andrea Belardinelli, Responsabile del Settore Sanità digitale e innovazione

Vector illustration of the Flag of Italian region of Tuscany

La Regione Toscana per contrastare l’epidemia di Covid 19 ha puntato ad un sistema informativo unico integrato, ci parla di come si è sviluppato?

La Regione Toscana al fine di supportare tutti gli operatori delle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali della regione, nonché l’Unità di Crisi e la Task Force regionale, ha, fin dall’inizio dell’epidemia Covid, deciso di puntare decisamente sulla tecnologia e l’innovazione e di sviluppare il suo sistema informativo integrato. E’ parso infatti subito evidente che avere delle fonti di dati e informazioni, che fossero complete, univoche e disponibili tra tutti i vari attori che partecipavano al processo di gestione dell’epidemia, fosse una delle armi per combattere al meglio la pandemia. A partire dagli ospedali, con tutti i loro gestionali, ai laboratori di microbiologia e virologia, con tutte le analisi che riguardavano il tampone orofaringeo,  sono stati sviluppati dei componenti di integrazione, per far comunicare i sistemi che già esistevano. Questo perché la necessità era quella di avere, ad esempio sui tamponi, l’informazione del caso positivo in tempo reale, per mettere immediatamente in atto le azioni conseguenti. Su tutta la Regione Toscana quindi i 13 laboratori coinvolti nella refertazione dei tamponi, sono stati integrati tra di loro con una piattaforma regionale. Lo scopo è stato duplice, rendere possibile la consultazione rapida dei risultati, direttamente all’interno delle aziende ordinanti, ed analizzare i dati rapidamente in maniera centralizzata. Come ormai conosciuto da molti, la lavorazione dei tamponi impiega dalle cinque alle sette ore; se immaginate un paziente che arrivato ad un Pronto Soccorso, viene sottoposto ad un tampone e deve stare lì tutte quelle ore, diventa una continua richiesta di informazioni ma anche un pericolo di contagio. Ed il tempo si dilata ancor più se il Pronto Soccorso inviante non ha all’interno dell’ospedale il laboratorio che lavora i tamponi. Quindi per assolvere a questo primo debito informativo sono state sviluppate delle interfacce web ad hoc dove tutti i richiedenti possono andare a consultare in tempo reale il caso. Oltre a questo abbiamo anche agganciato questa informazione a tutto il sistema di big data della Regione Toscana. Quindi ogni tampone analizzato e refertato digitalmente, ovunque in Regione, arriva in pochissimi secondi, opportunamente pseudoanonimizzato, nella nostra banca dati centrale. Questo ci ha consentito di poter governare il fenomeno, tra l’Unità di Crisi e la Task force regionale con un dato sicuro, affidabile e sempre aggiornato.

La Regione Toscana ha messo al centro il Dipartimento della Prevenzione. In che modo?

Il Dipartimento della prevenzione è uno dei nodi principali, nella lotta alle malattie infettive. Aver messo insieme il flusso dei tamponi in tempo reale con l’applicativo del dipartimento di prevenzione, ha consentito di aprire direttamente ed automaticamente la scheda contatto di un caso positivo e quindi di contattare tutte le persone che sono state insieme e a stretto contatto con lo stesso, in maniera rapida (la cosidetta indagine epidemiologica). Anche questo dato è stato messo sulla Dashboard regionale e quindi abbiamo la visibilità, anche qui in tempo reale, di tutte le attività che svolgono i nostri uffici di igiene e di prevenzione su tutto il territorio regionale. Di ogni contatto sappiamo se è positivo (anche con i tamponi ripetuti), ricoverato, in quarantena o in isolamento, quindi è un vero e proprio sistema di governo di tutta la pandemia. A questo abbiamo affiancato il sistema di georeferenziazione potendo facilmente rappresentare le informazioni su supporto cartografico ed organizzare quindi al meglio gli interventi domiciliari del personale dell’igiene pubblica.

Dopo il primo periodo di gestione dell’epidemia negli ospedali vi siete concentrati nella lotta al Coronavirus sul territorio. Come avete fatto?

Gli ospedali combattono nella retroguardia, ma Il territorio è senza dubbio il campo su cui era necessario investire di più. La vera sfida da vincere è nel territorio. Le nostre Aziende territoriali hanno subito attivato le Usca, le Unità speciali di Continuità assistenziale, come era previsto nel decreto legge del 9 Marzo. A questi equipaggi, composti da un medico ed un infermiere che vanno al domicilio dei pazienti CoVid19, abbiamo dato un software unico regionale e gli abbiamo dato anche in dotazione uno smartphone con una APP per effettuare e registrare le visite a domicilio. Questa App è stata pensata per agevolarli nello svolgimento della visita, in quanto a causa dei dispositivi di protezione che devono indossare, non possono agevolmente scrivere ed al tempo stesso non hanno la possibilità di tornare in ufficio e fare le loro relazioni davanti al PC. Ad ogni paziente arruolato abbiamo quindi associato un codice QR code che viene lasciato nell’abitazione del paziente, a disposizione di ogni operatore che abbia accesso, per aprire facilmente con lo smartphone, utilizzando la fotocamera, la cartella clinica del paziente stesso. Tutte le prestazioni erogate al paziente vengono registrate utilizzando un catalogo standardizzato regionale e quindi in tempo reale si sa cosa è stato fatto al paziente, cosa gli è stato consigliato ed in più abbiamo tutti i suoi parametri vitali rilevati nel corso delle varie visite. In questo modo sulla Dashboard regionale abbiamo la situazione aggiornata e dettagliata di tutte le persone curate a domicilio ed anche la situazione dettagliata di ognuno.

 

Test sierologici e tamponi sembrano un ingrediente importante per uscire da questa emergenza, cosa avete fatto in questo settore ?

Anche qui siamo stati dei veri pionieri. Abbiamo inventato una App per raccogliere le informazioni necessarie ad uno studio di sieroprevalenza che la Regione sta conducendo sul territorio toscano, su oltre 450.000 soggetti. La App non viene utilizzata, in questa prima fase dalla popolazione, ma solo dagli operatori pubblici e privati (quelli elencati nell’ordinanza 23, cioè operatori sanitari, operatori e ospiti di Rsa e Rsd, volontariato, farmacie, personale penitenziario, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ecc. ), o dalle strutture che svolgono gli esami sierologici e sono addette all’inserimento dei dati degli analizzati. La App, che si chiama #acasainsalute, consente di inserire informazioni anamnestiche da eventuale contatto Covid-19, informazioni sul luogo di lavoro e sul ruolo ricoperto dalla persone oggetto di test, oltre che il risultato del cosiddetto test pungidito . C’è anche una parte di geolocalizzazione che ha destato molto scalpore a livello nazionale. Ma la geolocalizzazione presente nella App, che il soggetto può decidere in autonomia di attivare o meno, non ha niente a che vedere con il tracciamento della posizione delle persone (il contact-tracing modello Corea del sud, di cui tanto si parla), né dei contatti che la persona ha avuto, ma rileva solo ed esclusivamente il luogo della effettuazione del test o della risposta al questionario sopra descritto. I risultati dello studio serviranno a gestire meglio la cosiddetta fase 2.

 

Come avete pensato di affrontare la cosiddetta fase 2 ?

Questa pandemia oltre alla perdita di numerose vite umane, ci lascerà sicuramente un nuovo modo di affrontare la vita. Nulla sarà come prima e molte abitudini verranno cambiate. In questa fase di emergenza è quanto mai necessario assicurare ai pazienti cronici la disponibilità di assistenza sanitaria qualificata facendo ricorso a modalità di erogazione alternative alla presenza in ambulatorio del paziente.  Alcuni  specialisti hanno adottato, un proprio strumento per comunicare con i pazienti. Per aiutarli, come Settore Sanità Digitale e innovazione di Regione Toscana, tramite una delibera di Giunta (la 464 del 6/4/2020), abbiamo attivato una piattaforma unica regionale, che verrà utilizzata anche nel futuro, perché, ne siamo convinti, le televisite diventeranno una pratica importante. Anche qui abbiamo aggiornato il catalogo unico delle prestazioni ambulatoriali, abbiamo spiegato come farle ed abbiamo fornito una piattaforma, che può essere utilizzata da tutti gli specialisti della Regione in totale autonomia. Questo è stato un passo importante verso il futuro che tanti specialisti hanno subito apprezzato, un futuro di cui la Regione Toscana potrà godere a lungo ed a cui tante altre Regioni si stanno già ispirando. Ed infine, come accennato prima, chi avrà effettuato il test sierologico ed avrà compilato i dati nella APP, in caso di esito positivo  verrà subito inviato ad effettuare un tampone orofaringeo.

Telemedicina per monitorare i medici

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Disponibile nuovo modello di autocertificazione

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