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La placenta umana ha una memoria

Le ex fumatrici conservano danni

La placenta umana ha una memoria. Nonostante smettere di fumare prima della gravidanza riduca drasticamente i rischi per la salute di madre e bambino, sembrerebbe che ciò non basti.

Infatti i ricercatori francesi dell’Inserm, del Cnrs e dell’Università Grenoble Alpes, hanno pubblicato su BMC Medicine un nuovo studio e hanno dimostrato che il fumo, anche se interrotto prima della gravidanza, può produrre ripercussioni sulla placenta umana, e dunque sul bambino.

Lo studio è stato condotto sul DNA placentare di 568 donne: i ricercatori hanno dimostrato che il fumo durante e prima della gravidanza provoca cambiamenti epigenetici con la metilazione del DNA.

Si tratta di una forma di modificazione coinvolta nell’espressione genetica nel sangue e nelle cellule del cordone ombelicale. Nelle fumatrici,  in 178 regioni del genoma placentare sono state notate alterazioni nella metilazione del DNA.

Nelle ex fumatrici, i ricercatori hanno identificato 26 di queste 178 regioni la cui metilazione del DNA era ancora compromessa.

I promotori dell’iniziativa spiegano che la presenza di alcuni cambiamenti di metilazione del DNA nella placenta delle donne che smettono di fumare prima della gravidanza suggerisce l’esistenza di una memoria epigenetica dell’esposizione al tabacco.

C’è da ricordare anche che fumare in allattamento espone il bambino a rischi elevati dovuti alle sostanze tossiche presenti nelle sigarette classiche ed anche in quelle elettroniche.

Queste sostanze passano attraverso il latte materno, unica fonte di nutrimento del bambino nei primi mesi di vita. Inoltre, se la mamma fuma, il bambino respira passivamente il fumo.

Il fatto che la mamma fumi rappresenta un fattore di rischio per varie condizioni negative che possono interessare il bambino:

  • Morte in culla
  • Malattie delle basse vie respiratorie come bronchite e polmonite
  • Otiti
  • Riduzione della funzionalità polmonare

Fumare durante l’allattamento al seno rappresenta un rischio per la salute anche perché può compromettere l’allattamento stesso e comporta una diminuzione della quantità di latte.

L’effetto potrebbe dipendere dalla nicotina che abbassa i livelli dell’ormone prolattina.

Da poco il Ministero della Salute ha affidato all’ ISS (Istituto superiore di sanità) ed al Centro nazionale dipendenze e doping il Progetto di ricerca ‘Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, Fasd) e della sindrome feto alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, Fas)’. Per ulteriori informazioni: https://www.mondosanita.it/alcol-in-gravidanza-nuovo-progetto-di-prevenzione/

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