• 10 August 2022

L’analisi del genoma per terapie più precise, più efficaci e meno tossiche e in oncologia è in atto una rivoluzione, ma i benefici devono esserci per tutti.

La rivoluzione in oncologia ha tanti protagonisti, come molecolar tumor board, tecnologia next generation sequencing, intelligenza artificiale, ma un unico obiettivo importante: garantire agli ammalati oncologici l’accesso appropriato all’innovazione terapeutica dirompente.

Però, se da una parte l’oncologia è protagonista di una situazione in rapida evoluzione, dall’altra questo richiede un altrettanto rapido adeguamento organizzativo per garantire l’equità, l’accesso all’innovazione e la sostenibilità.

Una vera rivoluzione in oncologia è in atto per quanto riguarda la terapia delle neoplasie ed essa è legata al binomio “caratterizzazione molecolare e nuove opportunità di cura” secondo Paolo Pronzato, Direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS San Martino di Genova e Coordinatore DIAR dell’Oncoematologia di Regione Liguria.

Approcci estremamente innovativi all’oncologia hanno guardato alla possibilità di ottenere la caratterizzazione genomica di ogni singolo tumore per applicare in ogni singolo caso la molecola corrispondente alla alterazione riscontrata.

In oncologia, analogamente ai gruppi multidisciplinari di patologia, ogni Regione si sta dotando di molecolar tumor board in carico alle Reti oncologiche regionali e la Liguria è stata la prima Regione ad adottare questo modello.

Filippo De Braud, Professore Ordinario di Oncologia Medica e Direttore della Scuola di Specialità in Oncologia Medica dell’Università di Milano e Direttore presso il Dipartimento di Oncologia e Ematoncologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, si è soffermato sui farmaci agnostici e sulle loro caratteristiche.

In oncologia, le terapie a bersaglio molecolare definiscono una classe di agenti antitumorali capaci di interferire e inibire segnali specifici ed identificabili coinvolti nella crescita e progressione tumorale; Questi farmaci sono quindi caratterizzati da una intrinseca selettività nella loro azione che li rende mediamente più efficaci rispetto ai chemioterapici, ma solo quando si è in presenza del loro bersaglio molecolare specifico.

Paolo Marchetti, Direttore Scientifico presso l’IRCCS Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, ha aggiunto che i farmaci agnostici rappresentano un nuovo modello in oncologia. Per applicare la medicina di precisione il primo passo è l’identificazione di fattori predittivi di risposta alla terapia nel singolo paziente, ma non tutti i pazienti hanno accesso agli strumenti istologici più avanzati, proprio per la difficoltà di creare modelli organizzativi in grado di integrare questa innovazione.

Sulla oncologia di precisione è intervenuto Carmine Pinto, Direttore dell’Oncologia Medica presso il Comprehensive Cancer Centre, IRCCS di Reggio Emilia. L’Oncologia di precisione, che rappresenta uno dei processi innovativi tra i più rilevanti nella storia della moderna Oncologia, si sta sviluppando nel nostro Paese senza averne definito le regole ed i criteri di appropriatezza, e con disuguaglianze nell’accesso dei pazienti ai test molecolari e alle possibili terapie target.

Sulla oncologia predittiva è intervenuta Valeria Sandei, Amministratore Delegato Almawave, sottolineando che “l’intelligenza artificiale in oncologia introduce strumenti di sintesi e predizione abbattendo la struttura a silos dei dati tra tutti i professionisti impattando su esiti e personalizzazione della clinica, mantenendo la centralità decisionale e valutativa dei clinici.

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