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IL TUMORE DELLA PROSTATA: DIAGNOSI E TERAPIA

Hanno parlato di tumore della prostata Giovanni Muto, Professore ordinario di Urologia presso la Humanitas University di Milano e Giovanna Sereni, Consigliere Associazione Prevenzione Tumori

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Hanno parlato di tumore della prostata Giovanni Muto, Professore ordinario di Urologia presso la Humanitas University di Milano e Giovanna Sereni, Consigliere Associazione Prevenzione Tumori

Il tumore della prostata è il più frequente nel sesso maschile e conta in Italia circa 40.000 nuovi tumori all’anno. Oggi in Italia ci sono quasi 600.000 persone con tumore della prostata già curato o guariti: un’incidenza importante in Italia. Fortunatamente però, questo tumore consente una vita sociale abbastanza regolare.

FATTORI DI RISCHIO

I fattori di rischio sono di tipo familiare e di tipo razziale. L’ereditarietà è abbastanza nota per questo tumore, e anche gli africani hanno un rischio molto maggiore di avere un tumore della prostata. Ciò si verifica a causa della mutazione di alcuni geni, come il BRCA2, già conosciuto per il tumore della mammella.

Ci sono poi i fattori dietetici: nel mondo occidentale è più probabile sviluppare questo tipo di tumore. L’elevata assunzione di alcol (ma anche l’astensione totale) è stata associata a un rischio più elevato di mortalità. Il tumore della prostata dipende poi dall’ormone maschile: non bisogna fare uso di anabolizzanti che contengono testosterone specialmente nella forma attiva.

PREVENZIONE: IN COSA CONSISTE?

Il controllo preventivo dello stato di salute della prostata è consigliato agli uomini a partire dai 50 anni di età. Gli uomini di razza africana o che abbiano familiarità per neoplasia prostatica, poi, dovrebbero sottoporsi a controlli preventivi già dai 45 anni.

LA RISPOSTA ALLO SCREENING PROSTATICO

Lo screening prostatico non prevede solo gli esami del sangue, ma anche una visita che per gli uomini può non essere piacevole. Nel 70% dei casi, la prostata viene attaccata dal tumore proprio a ridosso del retto. Lo screening si basa dunque su tre fattori: l’esame del PSA, la storia clinica e la visita prostatica.

DIAGNOSI INNOVATIVA

La svolta è arrivata con la diagnosi multiparametrica della prostata. Si tratta di una metodica di imaging disagnostico che migliora le performance della Risonanza Magnetica convenzionale, ed è la migliore metodica per individuare lesioni tumorali. Altri modi per fare lo screening si basano sulla ricerca di marcatori sia sierici che urinari: si parla di biopsia liquida. In questo caso, il genoma prostatico viene analizzato e dalle urine si può risalire alla possibilità di avere un tumore alla prostata.

TERAPIA

I trattamenti avvengono in funzione della gravità della malattia. Fra questi si annoverano la sorveglianza attiva, la terapia focale, la prostatectomia radicale e la radioterapia. La terapia focale ha lo scopo di trattare l’index lesion e sorvegliare attivamente la restante parte dei tessuti.

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