in

I pronto soccorso: luoghi affollati, ma indispensabili

Doctor Covid – puntata del 18 Novembre – ospite Gabriele Savioli, Medico Strutturato Dipartimento Medicina Intensiva Policlinico San Matteo Pavia e Membro Consiglio Direttivo Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza

This is a collection of pictures taken in Milan, Italy, on March 2020 during the first days of Corona Virus crisis: empty city, police doing control, people queuing for grocery shopping, hospitals, stations and point of interest of the city. In this picture entrance of the emergency in the hospital.

Il pronto soccorso da sempre è stato un luogo importantissimo e ora lo è ancora di più.

In questo 2020 segnato dalla Pandemia di Covid-19 i mass-media hanno abituato la popolazione a creare una correlazione tra Covid-19 e posti di terapia intensiva.

La sanità sotto stress da Covid-19 però non è soltanto fatta dagli, seppur estremamente importanti, reparti di terapia intensiva e sub-intensiva ma anche e soprattutto dai pronto soccorso.

Questi reparti sono stati travolti dalle centinaia di migliaia di casi Covid-19, o presunti Covid-19, mentre si dovevano destreggiare nell’accogliere tutti i pazienti che necessitavano di cure mediche di altro tipo.

“Il tema dei pronto soccorso è abbastanza trascurato – afferma Gabriele Savioli, Medico Strutturato Dipartimento Medicina Intensiva Policlinico San Matteo Pavia e Membro Consiglio Direttivo Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza – quando se ne parla lo si fa in maniera frammentata senza quindi fornire un’immagine corretta.

Il sovraffollamento del pronto soccorso non è un tema nuovo o una problematica causata dal Covid-19, ma un problema che da decenni il SSN si trascina”.

Una problematica che è stata esacerbata da tutti i protocolli e le procedure che le strutture sanitarie devono applicare per evitare il diffondersi della pandemia.

“Il sovraffollamento nasce dallo squilibrio tra la richiesta di cure urgenti e l’offerta di cure urgenti – sottolinea Savioli – questo vuol dire che è affollato quando l’ospedale stesso è affollato.

Con il Covid-19 tutti i processi del pronto soccorso si sono moltiplicati – prosegue l’esperto – perché a tutto ciò che svolgeva si sono aggiunti i lavori necessari per la diagnosi e la cura propri dell’infezione da Covid-19”.

Solo dal punto di vista preventivo si sono dovuti aggiungere moltissimi, e spesso lunghi, processi come la vestizione e la svestizione di tutti i DPI e la disinfezione dei macchinari e degli ambienti.

“Inoltre – aggiunge Savioli – bisogna aggiungere anche tutto il tempo da dedicare ai pazienti Covid-19, che necessitano di accudimento visto che sono completamente isolati dal mondo esterno e il medico.

Tutte queste pratiche comportano un superlavoro per i medici che determinano una dilatazione dei tempi ed un maggiore sovraffollamento nei pronto soccorso”.

Tutto questo accade inoltre in un sistema endemicamente sotto-finanziato ed in costante carenza di personale di tutti i tipi.

“Il Covid-19 ha praticamente raddoppiato il lavoro dei pronto soccorso – conclude Savioli – ma se con enormi sacrifici il personale può lavorare il doppio non è possibile raddoppiare istantaneamente anche tutti i macchinari necessari al corretto e veloce svolgimento delle attività del pronto soccorso”.

I pronto soccorso sono anche un luogo fondamentale dove combattere la violenza contro le donne.

Vediamo insieme come: https://www.mondosanita.it/la-violenza-di-genere-al-tempo-del-covid/

ONCOLOGIA e ONCOEMATOLOGIA

ONCOLOGIA e ONCOEMATOLOGIA

OSSERVATORIO DI MOTORE SANITÀ

NASCE OSSERVATORIO DI MOTORE SANITÀ: LA BANCA DEL SAPERE SCIENTIFICO