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Farmaci per la transizione saranno a carico del SSN

La delibera dell’AIFA è in vigore dal 1 di ottobre

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Novità importante per quanto riguarda i farmaci per la transizione.

L’Italia, anche se con grande lentezza, sta negli ultimi anni recuperando il gap con gli altri Stati europei per quanto riguarda i diritti civili della comunità LGTB+.

Se dei primi passi in avanti sono stati compiuti dal punto di vista giuridico la sanità ha compiuto un passo estremamente importante per chi vuole compiere la cosiddetta transizione da un genere all’altro.

Infatti grazie a due delibere dell’Aifa già dal 1° ottobre 2020 i medicinali usati nella terapia ormonale per la virilizzazione di uomini transgender oppure ancora per la femminilizzazione di donne transgender è diventato interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

In Italia si era creata già da tempo una iniquità nell’erogazione di questi farmaci, con Regioni e Province che da tempo permettevano a coloro che non si riconoscono nel genere corrispondente al loro sesso biologico, di seguire gratuitamente una terapia ormonale.

La Regione Toscana era stata la prima in tutta Italia a rendere la terapia ormonale gratuita. Questo già a partire dal 2016.

Ovviamente si tratta di cure che non possono essere prese autonomamente. La somministrazione di questi ormoni va inserita in un percorso più ampio, dove si è seguiti da un team multidisciplinare.

Inutile specificare che questi farmaci sono diversi a seconda della transizione che si compie.

 

Per la transizione da femmina a maschio:

 

  • testosterone
  • testosterone undecanoato
  • testosterone entantato
  • esteri del testosterone

 

Per la transizione da maschio a femmina:

 

  • estradiolo
  • estradiolo emiidrato
  • estradiolo valerato
  • ciproterone acetato
  • spironolattone
  • leuprolide acetato
  • triptorelina

 

Nonostante però queste delibere dell’AIFA non sarà possibile già da subito accedere a queste terapie in tutte le regioni dello stivale. La spiegazione va ricercata nella mancanza di centri che riescano a proporre diagnosi di incongruenza di genere in tutte le Regioni. Questo quindi costringerà chi vuole accedere a questi trattamenti ma non può a doversi spostare dovendo spendere molto denaro in spostamenti e pernottamenti.

La decisione è stata anche pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed è consultabile a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio/home?dataPubblicazioneGazzetta=2020-09-30&numeroGazzetta=242

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