• 20 September 2021

Come difendersi dal caldo torrido dell’estate? Ci sono semplici e poche regole per vivere l’estate in tutta serenità e sicurezza, soprattutto quando le temperature sono “fuori dall’ordinario”.

L’invito principale per difendersi dalla calura estiva è quello di non esporsi al sole nelle ore più calde, di proteggere gli occhi con occhiali da sole e il capo con un cappellino nelle ore di maggior insolazione, di vestire abiti chiari, di bere a sufficienza per mantenere idratato il corpo, evitare di fare sforzi intensi nelle ore più calde.

Il problema delle alte temperature riguarda soprattutto una fascia precisa della popolazione, quella dei bambini e degli anziani, soprattutto se affetti da malattie croniche, per la quale elevate temperature possono aggravare un quadro clinico di salute già precario e delicato. Proprio a questa popolazione “più a rischio” le raccomandazioni sono d’obbligo.

La prima cosa da fare è quella di osservare precise regole per non incorrere in problemi gravi.

Secondo i medici sia i bambini sia gli anziani sono i soggetti più a rischio e per questo sono da mettere in guardia contro la calura estiva.

Le raccomandazioni sono quelle di ogni estate: non uscire nelle ore più calde del giorno, evitare di stare a lungo in macchina, dove le temperature interne raddoppiano rispetto a quelle esterne, vestirsi con abiti leggeri, bere acqua sufficiente per reintegrare la perdita di liquidi (negli anziani la percezione della sete è ridotta quindi bisogna spingerli a bere di più), non esporsi al sole diretto, rinfrescare i locali con ventilatori o climatizzatori.

Agli anziani con malattie croniche ci deve essere un’attenzione maggiore.

Sono infatti persone il cui quadro clinico è già compromesso da uno stato di salute precario: si pensa ad anziani con problemi respiratori, con scompenso cardiaco, oppure affetti da malattie metaboliche, come il diabete ad esempio.

Ebbene, il caldo può causare problemi seri, legati ad un eccessivo surriscaldamento del corpo e all’abbondante sudorazione, che causa un’importante perdita di liquidi: è necessario reintegrare le perdite bevendo di più rispetto alla norma. Ma c’è di più.

Non è sempre facile gestire gli anziani malati cronici. Ad esempio per gli anziani con scompenso cardiaco la somministrazione di liquidi deve essere equilibrata: deve essere fatta cioè tenendo conto della malattia, che richiede un apporto di liquidi appropriato per evitare ulteriori scompensi, reintegrando l’effettiva perdita di liquidi ma evitando di idratarli troppo.

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