• 20 May 2022

Il Consorzio Sanità Co.S, che annovera 38 Cooperative e 4.000 medici di Medicina Generale, ha presentato il progetto sulla riorganizzazione delle cure primarie e della medicina generale.

Cure primarie, il messaggio chiave è “Più forza al territorio e maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia attraverso l’attività capillare delle Cooperative”.

Il progetto, spiegato dal Presidente Consorzio Sanità Co.S dottor Antonio Di Malta, si articola in quattro nodi strategici che hanno l’obiettivo di potenziare la rete territoriale, esigenza che si è resa ancora di più necessaria a seguito della pandemia Covid:

  1. la promozione e nascita di una Rete di cooperative di Medici di Medicina Generale
  2. la promozione della nascitadi Aggregazioni funzionali territoriali (AFT)
  3. l’adozione in misura innovativa, forte e capillare di strumenti tecnologici
  4. la promozione della presa in carico da parte di una Cooperativa di gestione di 5-10 Aggregazioni funzionali territoriali

Il Covid ci ha spiegato con feroce determinazione e chiarezza che è il territorio e non l’ospedale che deve prima tracciare, arginare e poi arrestare il contagio, i ricoveri e poi le morti, e quindi l’unico soggetto che lo può fare si chiama Medicina generale, ma lo può fare solo con una organizzazione che si articola attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali, gestite da cooperative di medici di Medicina generale, di cui i Modelli assistenziali professionalizzanti siano soci, e le Unità complesse di cure primarie, che sono come le case di comunità ma gestite dalle cooperative di medici di Medicina generale, a differenza delle Case della Salute” dichiara in web conference il dottor Antonio Di Malta, Presidente del Consorzio Co.S.

Secondo i dati di Co.S. la parte maggiore dei medici di Medicina generale non ha strutture logistiche adeguate al distanziamento o personale amministrativo e infermieristico che consenta di fare di più di quello che ha potuto fare finora. Manca un piano organico che parta dai bisogni del committente per definire e quindi concordare compiti, attività dei medici di Medicina generale, e di conseguenza la logistica e i fattori di produzione e la tecnologia e infrastruttura informatica.

La Rete di Cooperative di medici di Medicina generale dovrebbe constare di 107 cooperative, una per Provincia (sono già esistenti 150 Cooperative in Italia, le altre rilevabili da ASL, Ordini dei medici e/o facilmente costituibili con il supporto del Co.S.), che contano 5-10 AFT (20 medici per AFT) per un totale di 100-200 medici di Medicina generale per Cooperativa. Le nuove AFT dovranno mettere insieme 20 medici di medicina di assistenza primaria (MAP) di cui 16 medici di Medicina generale (MMG) e 4 Medici di continuità assistenziale (MCA). Il Piano prevede anche l’adozione innovativa, forte e capillare di strumenti tecnologici. Ultimo nodo strategico del Piano riguarda la promozione della presa in carico del paziente da parte di una Cooperativa di gestione di 5-10 Aggregazioni funzionali territoriali (AFT), in cui sono coinvolti tra 100 e 200 medici di Medicina generale soci, per un totale di 150.000-300.000 cittadini.

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