• 11 August 2022

Il legame tra Covid 19 e bambini è un punto cruciale. Inizialmente le segnalazioni di infezioni da coronavirus nei bambini rappresentavano una piccola percentuale dei casi confermati con numeri inferiori al 2% in Cina, Italia e USA, sotto 18 anni. Ma studi recenti suggeriscono che i bambini abbiano la stessa probabilità di contrarre il virus rispetto agli adulti seppure con meno sintomi e malattie meno gravi. Ancora dibattuto è invece il fatto che i bambini abbiano meno probabilità rispetto agli adulti di diffondere il virus.

Sicuramente sul numero di infezioni ha molto influito la chiusura delle scuole a seguito del lockdown, ma occorre aggiungere che i bambini non vengono sottoposti a test con la frequenza degli adulti, perché tendono ad avere sintomi lievi o assenti, quindi i dati che emergono potrebbero essere sottovalutati. In Germania, Francia e Danimarca si è già tornati a scuola e sarà interessante monitorare cosa accadrà, poiché è noto che i virus respiratori trovano un habitat ideale nelle scuole. Si discute molto anche sul fatto che i bambini siano determinanti per la diffusione di COVID-19 e se fosse così sarà probabile osservare un incremento dei casi in quei paesi dove le scuole sono state riaperte. L’ipotesi che i bambini possano essere veicoli asintomatici del virus è stata supportata da uno studio Cinese pubblicato su The Lancet Infectious Diseases da cui è emerso che i bambini con meno di dieci anni avevano quasi la stessa probabilità di ammalarsi degli adulti, ma con sintomi lievi. Una teoria sembrerebbe spiegare il perché la maggior parte dei bambini ha sintomi più lievi.

Il motivo sarebbe legato alla ipotesi che i polmoni dei bambini potrebbero contenere un numero inferiore di recettori ACE2 o meno differenziati. Gli ACE2 sono proteine che il virus SARS-CoV-2 utilizza per entrare nelle cellule umane in molti distretti in cui sono presenti da quelle delle mucose delle alte vie respiratorie, al cuore, ai testicoli ed ai polmoni.

Molti studi hanno dimostrato che gravità della malattia e decessi tra i bambini sono rari ma la segnalazione di un cluster in Italia di malattia di Kawasaki (fatta su Lancet da un gruppo di clinici del focolaio di Bergamo) correlata a COVID-19, desta preoccupazione. Anche i pediatri inglesi, dopo alcune segnalazioni analoghe, hanno creato un protocollo che va ad individuare rapidamente i sintomi potenzialmente collegati ad una sindrome simil-Kawasaki, indipendentemente dalla certezza della diagnosi, ma sulla quale poter intervenire rapidamente. La malattia di Kawasaky è una rara vasculite acuta pediatrica, complicata da aneurismi dell’arteria coronarica che potrebbe avere come agente scatenante il coronavirus (o al contrario potrebbe essere la malattia Covid a simularne i sintomi caratteristici). Per ora niente allarmismi, ma attenzione! Bisogna monitorare costantemente il legame tra Covid 19 e i bambini

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