• 20 September 2021

L’implementazione dello screening, della dieta e della gestione dei farmaci raccomandati dall’operatore sanitario è imperfetta, probabilmente in parte a causa di fallimenti nella comunicazione.

Quanti titoli emozionali ci scorrono ogni giorno sotto gli occhi: Covid, cancro, arresto cardiaco. La semantica insegna che alcune parole hanno un peso maggiore di altre in termini evocativi.
Cirrosi invece si presta meno, è scarsamente notiziabile come si dice in gergo. Eppure l’Italia presenta percentuali di letalità per cirrosi tra i più elevati in Europa (secondi solo alla Germania).
Qui i dati

Da una ricerca per parole chiave scaturisce l’esigenza di educare al meglio pazienti e caregiver.
Certi pregiudizi sono legati alla complessità della malattia, le terapie, la ritrosia a parlare con il medico di famiglia.
Ecco perché restano spesso nel limbo informazioni preziose. I decessi da cirrosi sono aumentati del 65% dal 2009 e i tassi di ospedalizzazione per cirrosi superano quelli per insufficienza cardiaca congestizia, ma la notizia resta sottotraccia.

L’implementazione dello screening, della dieta e della gestione dei farmaci raccomandati dall’operatore sanitario è imperfetta, probabilmente in parte a causa di fallimenti nella comunicazione.

I pazienti con cirrosi hanno un numero medio elevato di farmaci prescritti (da sette a 10), molti dei quali richiedono monitoraggio, il che concorre a deprimere i tassi di aderenza.
Molti pazienti con cirrosi hanno un deterioramento cognitivo secondario all’encefalopatia epatica, all’uso continuo di alcol o alla depressione concomitante, il che si traduce in una ridotta capacità di gestire le conoscenze o le risorse per affrontarle, come evidenziato dalle idee sbagliate e dalla mancanza di benefici percepiti che circondano il trattamento.

L’educazione, l’empowerment del paziente produce un miglioramento statisticamente significativo nella conoscenza della gestione della malattia e un miglioramento delle attività della vita quotidiana, sessioni educative sulla natura della cirrosi, e terapie per gli effetti collaterali del trattamento, con diminuzione della fatica, dell’ansia e dei sintomi addominali.
I pazienti si sentivano insicuri della loro prognosi. Molti si chiedevano perché non si potesse dire loro la percentuale della loro funzionalità epatica e perché non venivano loro offerte biopsie dall’epatologo.
La maggior parte dei partecipanti ha espresso preoccupazione per non sapere come trattare in modo sicuro il dolore muscolo scheletrico e neuropatico. I caregiver hanno bisogno di sapere dei sintomi da tenere d’occhio e su come somministrare i farmaci.

L’istruzione è una competenza clinica fondamentale per fornire cure efficaci.
I pazienti con cirrosi spesso leggono anche articoli di riviste che potrebbero non essere applicabili ai loro casi.
Desiderano ricevere informazioni. Soprattutto, i pazienti apprezzano medici esperti che possono spiegare la loro malattia, dieta, controllo del dolore, confronto con altri.
Per colmare le lacune nella conoscenza, anche gli operatori sanitari devono fare la loro parte a livello pedagogico, mentre le istituzioni potrebbero fare di più per sensibilizzare la popolazione.

Le volete sfogliare il numero dedicato alla cirrosi epatica, seguite questo link.

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