• 16 October 2021

È stato condotto uno studio che ha studiato l’influenza del metabolismo sulla propensione a mentire e quindi la correlazione tra cibo e bugie. Portato avanti dall’l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), condotto dal Joint Research Center della Commissione Europea e il Gate-Lab del Cnr francese, infatti, ha portato alla luce come sia probabile che ci sia una correlazione tra cibo e bugie.

Questi risultati sono stati pubblicati dalla rivista Scientific Reports del gruppo Nature.Con un campione di 150 soggetti sperimentali, i ricercatori hanno dimostrato che la propensione a dire il falso dipende in parte dai livelli di glucosio nel sangue.

Secondo i promotori della ricerca, si pensa che i cambiamenti dello status energetico a breve termine, come quelli indotti dal digiuno o dalla sazietà, e quelli a lungo termine, come quelli associati all’obesità, possono influenzare una vasta gamma di processi cognitivi, quali memoria, attenzione, propensione al rischio e autocontrollo.

Ma come si è svolta la sperimentazione? Il gruppo di partecipanti ha ricevuto un bicchiere coperto con dentro un dado a 3 facce colorate. A seconda del colore riportato avrebbero ricevuto una ricompensa differente: 3 euro se fosse uscito rosso, 1 euro se giallo, nulla se blu.

Ma ecco l’elemento che ha inciso sulla ricerca: metà dei soggetti ha tirato il dado prima di ricevere una colazione standard in laboratorio, mentre l’altra metà subito dopo averla fatta. Il risultato del dado era visibile solamente al partecipante, che poteva quindi mentire, riportando ad esempio un colore diverso da quello effettivamente osservato.

Siccome ogni colore ha 1/3 di probabilità di uscire, scostamenti da questa percentuale suggeriscono disonestà a livello di gruppo.Ne è risultato che solamente i soggetti con indice di massa corporea sotto ai 25, e in particolare donne, hanno dimostrato di essere più onesti dopo aver fatto colazione.

Al contrario, si ha dedotto dai dati raccolti che quando la bugia serviva a evitare di riportare il colore blu associato a zero ricompense, più dell’80% dei soggetti obesi abbia mentito, indipendentemente dalla colazione. Ciò dimostra che la condizione di obesità potrebbe essere associata ad una difficoltà a gestire potenziali perdite.

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