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CAR T L’alleanza Contro il Cancro invita alla collaborazione

Con il coordinamento del professor Franco Locatelli dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, l’ACC invita l’industria farmaceutica a aderire ad un nuovo progetto di network sul territorio

3d illustration of a cancer cell and lymphocytes

L’Alleanza Contro il Cancro è la più grande organizzazione di ricerca oncologica italiana ed è stata fondata nel 2002 dal Ministero della Salute. La Rete è attualmente formata da 27 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Oggi lancia un nuovo progetto rivolto alle aziende farmaceutiche italiane.

Si tratta di ampliare l’utilizzo delle cellule CAR T, attualmente usate per il trattamento di neoplasie ematologiche con risultati ottenuti mai raggiunti in pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule progenitrici B ricaduta o resistente e in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin (refrattari o recidivati dopo trattamenti convenzionali). Gran parte dei pazienti curati con l’utilizzo delle cellule CAR T ha risposto al trattamento con una remissione completa e quindi con la guarigione completa dalla malattia.

Però secondo l’Alleanza contro il Cancro, un impiego diffuso delle cellule CAR T è attualmente subordinato dal superamento di alcuni fattori tra cui le capacità produttive, ancora inferiori alla richiesta, e dalla mancanza di una rete che permetta il coordinamento e la gestione della distribuzione delle cellule geneticamente modificate sul territorio nazionale. Inoltre, la questione dei costi, molto alti per accedere alla terapia, aggrava indubbiamente la situazione: è disomogeneo il rapporto tra domanda e richiesta.

L’ACC chiede alle aziende farmaceutiche che si occupano dello sviluppo delle cellule CAR T una stretta collaborazione per creare un network sul territorio nazionale che faccia fronte alle esigenze che si stanno presentando per la cura con CAR T. I punti principali sono implementare l’armonizzazione e l’automazione dei processi, abbattere i costi relativi alla manifattura di cellule CAR e implementare le capacità produttive delle aziende coinvolte.

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