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Calo delle nascite, ricerche per incrementare la fertilità

Previsto un ulteriore calo a causa del Covid-19

Lunedì 11 gennaio 2021 – Da dieci anni a questa parte in Italia si assiste a un progressivo calo delle nascite.

Prevedibilmente questa tendenza, già preoccupante in epoca pre-Covid, andrà incontro a un ulteriore calo, visto il trend della natalità.

Pesa in questo senso il clima di incertezza generato dalla pandemia, da marzo in poi.

Ma a contrastare l’andamento complessivo e ad aiutare a far nascere più bambini potranno contribuire due recenti ricerche nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata all’embriologia e alla fecondazione medicalmente assistita.

La prima è descritta in uno studio israeliano pubblicato dalla rivista Acta Informatica Medica, secondo cui un algoritmo sarà in grado di scegliere quale embrione ha più chance di attecchire e svilupparsi fino a un individuo adulto in condizioni ottimali, triplicando così la probabilità che la gravidanza vada a buon fine.

La tecnica, messa a punto dalla startup israeliana AiVF, consiste nel realizzare un video che osserva lo sviluppo dell’embrione in un incubatore per cinque giorni, e differisce da altri strumenti simili che invece utilizzano solo fotografie.

«Analizzando il video si possono rilevare moltissime tappe dello sviluppo e molti altri aspetti che l’occhio umano non riesce a vedere», spiega Daniella Gilboa, manager dell’azienda israeliana.

I test sulla metodica sono ancora in corso, la tecnologia dovrebbe essere resa disponibile, secondo le intenzioni, nel giro di un anno.

Altra ricerca tesa a incrementare le nascite riguarda il meccanismo molecolare che regola il movimento degli spermatozoi, consentendo loro di muoversi secondo una traiettoria che li conduca fino al bersaglio, e cioè a fecondare gli ovociti.

Il risultato si deve al lavoro di Gaia Pigino, dello Human Technopole di Milano, e del suo team di ricerca internazionale.

Gli studiosi, grazie alla criomicroscopia elettronica, hanno cercato su modelli animali in laboratorio un possibile meccanismo molecolare che consentisse agli spermatozoi di mantenere una direzione ottimale lineare nel loro percorso di avvicinamento all’ovocita.

Lo scopo si è ottenuto con l’aggiunta di un amminoacido, la glicina, alla sequenza della proteina tubulina, componente fondamentale del flagello, che è la coda dello spermatozoo.

Senza questa modificazione della tubulina, gli spermatozoi non riescono a regolare il battito del flagello con cui si muovono e quindi a indirizzare il movimento che questo imprime loro.

La mutazione genetica che impedisce l’aggiunta della glicina alla tubulina fa sì che gli spermatozoi tendano a muoversi circolarmente, senza riuscire a raggiungere per tempo l’ovocita

«Nel corpo umano le ciglia si trovano pressoché ovunque – commenta la dottoressa Pigino – dai neuroni, alle cellule epiteliali di reni e polmoni, agli spermatozoi».

http://www.aivf.co

Se vuoi leggere il nostro articolo sulle nuove ricerche sull’infertilità maschile https://www.mondosanita.it/infertilita-maschile-il-segreto-e-nel-dna/

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