• 20 September 2021

La prevenzione è fondamentale proprio nei pazienti con epatite cronica, per rallentare la progressione verso la cirrosi

di Dario Manfellotto e Paola Piccolo

La cirrosi epatica è una malattia grave che si instaura dopo anni di infiammazione del fegato: la condizione di infiammazione, chiamata epatite cronica, è spesso del tutto asintomatica oppure presenta sintomi molto generici (stanchezza, febbricola, mancanza di appetito).

Le cause dell’epatite cronica sono molteplici, quali l’abuso di alcool, le infezioni virali, le malattie autoimmuni, le alterazioni metaboliche che determinano infiltrazione grassa del fegato (steatoepatite), l’intossicazione da farmaci o da erbe medicinali.


Nella condizione di cirrosi il fegato è danneggiato irreversibilmente e compaiono sintomi e complicanze anche gravi che possono richiedere cure ospedaliere. Inoltre la cirrosi predispone al tumore epatico, e l’unica cura definitiva della malattia è il trapianto di fegato.

I segni clinici più frequenti comprendono l’ittero (la colorazione giallastra di pelle, sclere e mucose), l’edema (gonfiore soprattutto a livello delle gambe) e l’accumulo di liquido nell’addome (ascite).
Una complicanza molto temuta è il sanguinamento a livello dello stomaco o dalle vene dilatate (varici) dell’esofago, che possono rompersi e determinare emorragie anche fatali. Altra complicazione temibile è l’encefalopatia epatica, una sindrome neurologica che si manifesta con confusione, perdita di memoria, agitazione, forti cambiamenti di personalità, movimenti rallentati.

Quasi sempre i pazienti con cirrosi epatica che presentino una complicanza grave vengono ricoverati nei reparti di medicina interna: a volte l’ospedalizzazione rappresenta l’occasione della prima diagnosi di una cirrosi fino a quel momento sconosciuta.
In questi casi il medico internista diventa il punto di riferimento per il paziente (e i suoi familiari) nella pianificazione delle cure ed i controlli successivi.
Infatti il paziente con cirrosi epatica dovrà essere sottoposto a visite di controllo ed esami periodici ambulatoriali; questo permetterà di identificare e curare precocemente le eventuali complicanze. Nelle forme più gravi, il medico internista collabora con il Centro trapianto di riferimento per permettere al paziente l’accesso alle cure più specialistiche.

Negli ultimi decenni il progresso nelle cure mediche ha permesso di migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti con cirrosi epatica. Tuttavia, è fondamentale una diagnosi precoce, e la prevenzione è fondamentale proprio nei pazienti con epatite cronica, per rallentare la progressione verso la cirrosi.

Come in tutte le malattie croniche è necessaria una forte motivazione e collaborazione da parte del paziente e dei suoi familiari.
Infatti le cure spesso richiedono difficili cambiamenti delle abitudini di vita, come la modifica duratura della dieta, l’astensione dalle bevande alcoliche e l’inserimento di esercizio fisico regolare.
Il medico internista, quale esperto di patologie multidisciplinari, sarà l’alleato del paziente lungo questo difficile percorso.

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