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Alcol in gravidanza: nuovo progetto di prevenzione

L’ISS in prima fila contro la sindrome feto alcolica

Image by ADragan

L’alcol in gravidanza può produrre molti danni al feto. Il Ministero della Salute ha affidato all’ ISS (Istituto superiore di sanità) ed al Centro nazionale dipendenze e doping il Progetto di ricerca ‘Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, Fasd) e della sindrome feto alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, Fas)’.

Il progetto di ricerca è stato presentato in vista della Giornata mondiale della lotta alla sindrome fetoalcolica del 9 settembre.

Questo lavoro prevede di coinvolgere non solo le donne e i loro partner, ma anche i professionisti della salute, evidenziando i rischi che l’alcol comporta se assunto in gravidanza.

Questo infatti può causare al feto danni anche molto gravi, riesce ad attraversa la placenta e ad arrivare direttamente al feto ad una concentrazione quasi corrispondente a quella della madre che ha assunto la bevanda alcolica.

La formazione è uno dei punti fondamentali del progetto, dal 15 di settembre sarà possibile seguire su www.eduiss.it il programma di FAD: “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello Spettro dei Disturbi Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD) e della Sindrome Feto Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS)”.

Il Centro nazionale e dipendenze e doping ha prodotto due instant-book, per finanziare questo lavoro. Il primo ‘Pensiamo ai bambini – Non bere, la sindrome feto-alcolica è un pericolo che non tutti conoscono’, ideato per pediatri, ginecologi ed ostetrici. Il secondo, ‘Sindrome feto alcolica – Responsabilità fin dall’inizio’ rivolto anche ai genitori, insegnati ed assistenti sociali.

Sensibilizzare i cittadini a questo tema è molto importante al fine di prevenire spiacevoli complicanze durante un periodo bello come quello della gravidanza che la donna vive.

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